Al via la Carta dei Servizi sanitari per i detenuti di Regina Coeli

E’ quanto prevede il Protocollo d’intesa, volto a garantire la piena operatività della Carta dei servizi sanitari, firmato dal Garante dei detenuti Angiolo Marroni, dal Direttore Generale della Asl Rm A Camillo Riccioni e dalla direttrice di Regina Coeli Silvana Sergi.

Nella Carta dei servizi sanitari (approvata dalla Asl con Delibera nr. 235/2013) sono riepilogate le prestazioni di prevenzione, diagnosi e cura cui hanno diritto i detenuti di Regina Coeli, sulla base degli obiettivi generali di salute e dei livelli di assistenza stabiliti dalla Regione, oltre alle modalità e alla tempistica per la loro fruizione.

In base al Protocollo, la Asl ha l’obbligo di assicurare, a Regina Coeli, l’organizzazione dei Servizi sanitari delineati con la Carta, nonché di erogare le tipologie di prestazioni con le modalità e le professionalità indicate nella Carta stessa. La direzione del carcere dovrà invece garantire assistenza tecnica ed amministrativa al fine di assicurare la regolare erogazione delle prestazioni.

« Il protocollo firmato - ha detto il Garante Angiolo Marroni - è il passo operativo decisivo per garantire quel diritto alla salute che è fra i più trascurati in carcere. Per questo, la decisione di rendere operativa, in tempi certi, la Carta dei servizi sanitari a Regina Coeli è un importante passo in avanti sulla strada di garantire, ai detenuti, quanto previsto dall’art. 1 del D.Lgs. 230/1999 e dalla nostra Costituzione e cioè che detenuti ed internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, all’erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione efficaci ed appropriate sulla base degli obiettivi generali e speciali di salute e dei livelli essenziali di assistenza».

Nel Lazio, le Carte già predisposte coinvolgono la metà delle carceri della Regione, 7 su 14 e l’IPM di Casal del Marmo: oltre alle due adottate a Civitavecchia, vi sono quelle per Regina Coeli e per le 4 strutture del complesso polipenitenziario di Rebibbia. Nelle altre realtà (Latina, Viterbo, Rieti, Frosinone e Velletri), le singole Asl hanno deliberato l’istituzione del Tavolo tecnico di monitoraggio ed avviato le procedure per l’adozione del documento.