Il magistrato è in maternità. I benefici diventano un rebus

Ripercussioni sulla possibilità di richiedere i benefici di legge. Sono questi i disagi nei rapporti con il Magistrato di Sorveglianza che i detenuti hanno lamentato in una lettera inviata al Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.

Ritardi e disagi sono causati dalla mancanza di un Magistrato di Sorveglianza fisso. Dal momento che il giudice titolare è entrato in maternità, i detenuti non hanno più un Magistrato di Sorveglianza che si occupi, a tempo pieno, di loro e delle loro istanze. Ogni quindici giorni il posto viene infatti coperto a rotazione da sostituti, con tangibili ripercussioni sull’attività dell’Ufficio.

Una situazione per altro nota al Garante, che in questi mesi ha più volte sollecitato all’Ufficio di Sorveglianza istanze di detenuti e di avvocati.

Per capire l’importanza dell’assenza del Magistrato di Sorveglianza basti pensare che, fra i suoi compiti, ci sono anche la concessione dei permessi-premio, passaggio importante per il detenuto in vista dell’assegnazione di una misura alternativa alla detenzione.

«Una situazione - ha detto il Garante - che si aggrava ogni giorno di più anche in considerazione del fatto che le ultime leggi adottate dal Parlamento hanno certamente imposto un aggravio di lavoro agli Uffici di Sorveglianza. Quella che stanno vivendo, con sempre maggiore insofferenza, i detenuti del carcere di Frosinone è una situazione che ritengono fortemente lesiva dei loro diritti. Per questo, ho interessato della vicenda il Ministero della Giustizia e il Presidente del Tribunale affinché si facciano carico di risolvere, in tempi brevi, la situazione al fine di restituire la piena operatività all’Ufficio».