Attivo il bando della Regione Lazio a sostegno dell’inclusione socio-lavorativa dei detenuti

 

Il Garante Anastasìa: “Il Piano per l’empowerment della popolazione detenuta, che prende avvio oggi con l’apertura dei bandi per la formazione professionale in carcere, costituisce un tassello essenziale per dare attuazione all’articolo 27 della Costituzione”.

E’ attivo dal 18 gennaio e fino al prossimo 20 febbraio il bando relativo agli interventi di sostegno all’inclusione socio-lavorativa della popolazione detenuta promosso dall’assessorato alla formazione professionale della Regione Lazio a valere sul Fondo sociale europeo. L’Avviso pubblico ha lo scopo di rafforzare l’integrazione lavorativa e sociale dei detenuti attraverso la realizzazione d’iniziative di formazione professionale, d’inserimento e reinserimento lavorativo. Le attività formative, consistenti in 19 progetti, saranno svolte in tutti gli istituti penitenziari del Lazio e riguarderanno percorsi formativi che vanno dagli operatori delle strutture edili ai tecnici audio e video in ambito teatrale, dagli operatori della ristorazione, aiuto cuoco e pizzaioli ai tecnici di stampa e serigrafia, dai tecnici di posa dei mosaici ai manutentori d’impianti termo idraulici ed elettrico elettronici, dai costruttori di carpenteria metallica agli operatori della ceramica artistica, dagli assistenti familiari agli operatori del legno e dell’arredamento fino ai tecnici di digitalizzazione dei documenti. L’avviso pubblico per le attività formative che si apre oggi investe circa 630 mila euro i cui beneficiari saranno indicativamente 300 persone detenute negli istituti penitenziari del Lazio. Le proposte di progetto potranno essere presentate da operatori della formazione, da soli, in forma associata o in partenariato con enti o associazioni di promozione sociale impegnati in progetti di sostegno al reinserimento sociale a favore dei detenuti. L’Avviso s’inserisce nel più ampio ambito del Piano strategico per l’empowerment della popolazione detenuta per cui la Regione Lazio ha stanziato 2.100.000.000 di euro e che prevede un set di azioni (orientamento, formazione, certificazione delle competenze, tirocinio, esperienze di lavoro) con l’intento di sostenere la futura ed effettiva inclusione sociale e lavorativa dei detenuti. Il Piano prevede anche l’impegno di Laziodisu per il tutoraggio per detenuti iscritti a corsi universitari (147 lo scorso anno), così da costruire processi di accompagnamento verso l’effettivo conseguimento dei titoli di studio.

“Il piano per l’empowerment della popolazione detenuta – ha commentato il Garante delle persone private della libertà della Regione, Stefano Anastasìa - costituisce un tassello essenziale per dare attuazione all’articolo 27 della Costituzione. Per il reinserimento sociale delle persone detenute, è fondamentale-infatti- l’offerta di opportunità di istruzione, formazione e inserimento lavorativo. Sappiamo bene, infatti, che le pur importanti innovazioni legislative di cui si discute in questi giorni a livello nazionale, in attesa del parere delle Camere sulla riforma dell’ordinamento penitenziario proposta dal Governo, rischiano infatti di restare lettera morta se non si attivano sul territorio i soggetti sociali e istituzionali che possono dare gambe ai percorsi di reinserimento dei detenuti. L’esecuzione penale costituzionalmente orientata non è affare esclusivo del Ministero della giustizia, ma chiama in causa responsabilità e competenze degli enti territoriali. Per questo abbiamo sollecitato e seguito con particolare attenzione la decisione della Regione Lazio di investire in questo campo e ci siamo impegnati a monitorare l’attuazione del piano di formazione ed empowerment della popolazione detenuta.”

Il bando avrà scadenza il 20 febbraio e i progetti dovranno essere presentati esclusivamente attraverso la procedura telematica accessibile dal sito http://www.regione.lazio.it/sigem.