Approvati i criteri per interventi di mediazione culturale e linguistica per detenuti stranieri

Con determina del 9 novembre scorso sono stati approvati i criteri per l’attivazione di interventi di mediazione culturale e linguistica a favore dei detenuti stranieri previsti in seguito al precedente stanziamento di 400.000 euro da parte della Regione Lazio verso Comuni ed Enti capofila dei Distretti socio sanitari che sono sede di Istituti Penitenziari.

 

Nello specifico è stata approvata l’istituzione di uno sportello di “mediazione culturale” presso ciascun Istituto Penitenziario, con apertura minima bisettimanale, ove svolgere il complesso delle attività di mediazione linguistico-culturale per favorire l’integrazione della popolazione detenuta di origine straniera.

 

Con la stessa determina è stato anche approvato che gli interventi di mediazione interculturale possano prevedere lo sviluppo di progetti, individuali o collettivi, di integrazione e di informazione, con obiettivi da concordare tra Distretto socio sanitario e Istituto Penitenziario (come ad esempio, progetti di integrazione tra le varie etnie presenti nel singolo Istituto Penitenziario, organizzazione di corsi di educazione interculturale diretti alla conoscenza delle culture nazionali, religiose, etniche più rappresentate all’interno del carcere, seminari d’informazione in ambito sanitario).

 

L’attività degli sportelli che costituiscono l’oggetto principale del servizio di mediazione culturale, sarà svolta dai mediatori secondo le seguenti azioni:
1. garantire un adeguato supporto linguistico e informativo nei confronti del detenuto straniero, finalizzato alla conoscenza dei propri diritti in ambito giuridico, sanitario e sociale, culturale, religioso;
2. facilitare le relazioni del detenuto con gli operatori penitenziari, socio-sanitari e con gli altri detenuti, nelle fasi di accoglienza, permanenza e dimissioni, supportandolo nelle difficoltà di tipo linguistico e culturale riscontrate;
3. coadiuvare gli operatori penitenziari nella semplificazione delle procedure amministrative, in particolar modo nella cura dei rapporti del detenuto con le ambasciate o i consolati di provenienza;
4. sostenere gli operatori penitenziari nell’agevolare i rapporti con la famiglia d’origine del detenuto.

 

L’azione del mediatore interculturale dovrà andare oltre il semplice interpretariato, dovrà mettere in contatto due diverse culture, al fine di garantire un livello minimo di comprensione e interazione tra le amministrazioni competenti e i detenuti di lingua e cultura differente dalla nostra.

 

Allegati:
D.D. G14261. 2018.pdf[ pdf ] 1151 kB