Per ciascun individuo l’accesso all’istruzione e alla cultura è un diritto irrinunciabile.

Il Garante promuove l'esercizio di tale diritto, che non deve essere limitato alla sola disponibilità di libri o alla presenza di biblioteche, che restano importanti presidi culturali. Le istituzioni scolastiche di primo e secondo livello svolgono un ruolo centrale tanto nella prima alfabetizzazione, soprattutto per gli stranieri, quanto nell’ istruzione secondaria e nella formazione professionale. L’accesso agli studi universitari consente poi di completare il percorso di studi e può rappresentare un importante stimolo al cambiamento personale.

Insieme alla possibilità di studiare, per il cambiamento è necessario estendere i propri orizzonti, generare contaminazioni e scambi culturali, anche con la società esterna nelle varie e articolate forme che la cultura può assumere. I laboratori di teatro, di scrittura e di musica sono ad esempio un’occasione di elaborazione critica del proprio vissuto, di conoscenza personale, crescita culturale e potenziamento della propria espressività.

Gli istituti penitenziari e gli altri luoghi di privazione della libertà come i Centri di identificazione ed espulsione (C.I.E.) e le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza sanitarie (R.E.M.S.) devono avere gli strumenti culturali necessari perché sia sempre possibile la comunicazione e il dialogo tra le parti.   

 

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