Mi chiamo Patrizio P., sono nato a Cori il 7 ottobre 1992. Ho 32 anni, una splendida figlia di 3 anni di nome Alice e una bellissima compagna di nome Alessia che mi sopporta e soprattutto mi supporta da 10 anni. Mi trovo in questo istituto da un anno e tre mesi dopo un primo periodo passato ai domiciliari. Cerco di affrontare questa situazione detentiva con la massima tranquillità, per quanto possibile in questo luogo. È la prima volta che mi trovo in carcere e non voglio creare preoccupazioni alla mia famiglia che già tanto ha sofferto per le mie scelte
sbagliate.
Frequento la scuola alberghiera nella speranza di diplomarmi perché lavorare nel settore della ristorazione è sempre stato
il mio sogno, sogno che non ho potuto realizzare a causa della vita che ho condotto.
Nascendo e crescendo per strada purtroppo commetti sbagli per realizzare soldi (facili). Per tre anni ho cercato di uscire da quella vita
e quando ci sono riuscito ho iniziato a lavorare regolarmente, troncando i rapporti sbagliati.
Per un periodo sono stato sereno. Però tutto è svanito quando ho perso il lavoro; ho cercato un altro lavoro senza successo e per portare il pane alla mia famiglia sono di nuovo caduto nello sbaglio. Solo ora che sono chiuso tra queste quattro mura mi rendo conto che i soldi non fanno la felicità e che questi errori mi impediscono di vivere a pieno la mia meravigliosa famiglia che è tutta la mia vita e che soffre a causa
mia. Spero di poter riabbracciare mia figlia e mia moglie in libertà al più presto, di poter godere della crescita della piccolina e aiutare la mia compagna che mi ha sempre dimostrato un immenso amore standomi vicino e non abbandonandomi mai.
La ringrazio dal profondo del cuore per tutto ciò che fa per me. So che non è facile mandare avanti la famiglia e la casa non avendomi vicino. Vi ringrazio.
*Storia pubblicata sul giornale della Casa circondariale di Velletri, “Voci di Ballatoio”, numero 2 – febbraio 2025, scaricabile da qui.