
“Rivendico di portare una piccola quota di responsabilità della riforma della sanità penitenziaria, per quello che ciascuno si porta dietro delle cose che ha fatto nella propria vita. Io ero capo della segreteria del sottosegretario con la delega all’amministrazione penitenziaria tra il 2006 e il 2008, e quindi io ho partecipato direttamente come capo delegazione del ministero della Giustizia alla commissione interministeriale che ha prodotto il dpcm del 2008. Me ne prendo tutta la responsabilità, perché sono convinto oggi, come allora, che si sia trattato di una riforma fondamentale”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, durante il suo intervento al convegno “Salute in carcere: un diritto negato? “, che si è svolto a Napoli lunedì 31 marzo 2025, nell’Aula Giancarlo Siani del Consiglio regionale della Campania.
Dal 1 aprile 2008 la salute delle persone detenute, prima di competenza dell’amministrazione penitenziaria, è diventata formalmente una competenza del Servizio sanitario nazionale. “Uno degli scopi di quella riforma – ha proseguito Anastasìa – era l’indipendenza del personale sanitario che è la precondizione per l’attendibilità delle certificazioni richiesta dall’autorità giudiziaria nel verificarsi di eventi critici.
Fondamentale è il principio dell’equivalenza delle prestazioni, intesa in senso sostanziale: ai detenuti va garantita la stessa offerta sanitaria che ai cittadini liberi, ma tenendo conto della loro condizione sociale e di privazione di libertà, che gli impedisce di accedere a servizi sul territorio diversi da quelli predisposti dal servizio penitenziario “
Il convegno, presieduto e moderato dal Garante Campano, Samuele Ciambriello, è stato aperto con saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, e si è sviluppato in tre parti, la prima dedicata appunto alla riforma “incompiuta” della sanità penitenziaria, la seconda alla salute mentale e la terza alle tossicodipendenze.
Oltre ad Anastasìa, sono intervenuti i garanti delle persone detenute del Piemonte, Bruno Mellano, del Comune di Napoli, Tonino Palmese, della provincia di Avellino, Carlo Mele. Sono intervenuti, tra gli altri: Tullio Morello, magistrato componente del Csm, Antonio Postiglione, direttore generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale della Campania, Vincenzo Alaia, presidente della V Commissione sanità e sicurezza sociale Regione Campania, Aldo Policastro, Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Amedeo Blasotti (Direttore generale Azienda sanitaria locale Caserta), Sissj Flavia Pirozzi, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali della Campania, Patrizia Mirra, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Domenico Dragone, direttore del Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze Asl Avellino, , Maria Carla Covelli, direttrice Ufficio III Servizi sanitari del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Un momento dell’intervento del presidente del Consiglio regionale della Campania, Oliviero. A sinistra il garante della Campania, Ciambriello. A destra Morello.