
Mi chiamo Roberto L.*, sono nato a Roma il 28 marzo 1969. La mia famiglia sono i miei figli e mia sorella. Sto qui, nuovamente ristretto per un definitivo del 2018 dovuto a una prima evasione. Se ne parla per un altro anno. La mia storia? Mhhh… Con quest’altra carcerazione ho regalato 11 anni della mia vita al sistema, per via dei miei errori. Sempre per soldi, sempre e solo soldi… che poi alla fine, soldi o non soldi, ti ritrovi sempre solo come un cane e vuoto dentro. A questo punto, a che servono tutti questi soldi, quando si è soli e per giunta qui, rinchiuso?
Sono uscito dal carcere il 28 gennaio 2024, avendo un mestiere in mano. Attraverso alcune amicizie ho trovato subito lavoro, fino al 22 novembre dello scorso anno, quando mi hanno riportato qui. La cosa curiosa è che da inizio settembre 2024 fino al fatidico giorno mi si erano aperte le porte del cielo. Mi stavano accadendo cose che avevo sempre desiderato: il riavvicinamento con i miei figli, in particolar modo con Andrea, il più grande; e poi un’ottima proposta di lavoro a Treviso.
Stavo anche iniziando un nuovo percorso di coppia. Si può quindi immaginare come ci si sente vedendo crollare tutto questo in un istante. Non so per quale motivo, ma ho ancora tutto in discussione: la mia nuova conoscenza, lei, mi aspetta – così mi ha detto. E la stessa cosa per il lavoro a Treviso. I miei figli, nonostante il dolore per quello che provano per me, mi sono vicino.
Devo solo aspettare che finisca quest’ultimo calvario per tornare a vivere come desidero con i miei figli, la mia compagna e un lavoro.
*Storia pubblicata sul giornale della Casa circondariale di Velletri, “Voci di Ballatoio”, numero 2 – febbraio 2025, scaricabile da qui.